Domenico Cascone MiMeZzZ®

Blogger, ghostwriter, social media and communication manager. Blog a cura di Domenico Cascone sulla Politica, la Cultura, l'Informazione, il Turismo e gli Eventi a Sant'Egidio del Monte Albino

Archivio per gennaio, 2007

Monte Cerreto, si ricomincia!


07 gennaio 2007 – Sant’Egidio del Monte Albino(SA)_di Domenico Cascone. Per una stupida legge del Contrappasso, o Pena del Taglione, tutte le grandi abbuffate delle lunghe festività natalizie ti si ritorcono contro non appena parti verso una vetta. Dopo la pausa autunnale, un’altra stagione invernale comincia a muovere i passi, questa volta verso una cima già conosciuta, già apprezzata. Per i puristi della montagna, risalire un monte più di una volta è segno di gran rispetto per la natura e la montagna stessa, quasi a cercare una fusione completa con essa: puro ascetismo, si direbbe! Piuttosto un’esperienza già compiuta, certo! Ma rimane, sempre e comunque, quel fascino della prima volta, quasi come se a risalire fosse stata davvero la prima volta. I discorsi sugli alpini da parte di tuo zio li lasci perdere dopo il primo quarto d’ora: intanto lui parla, non lo senti neanche, mentre si gronda sudore già dalle 9 del mattino. D’altronde anche colpa del clima, almeno all’inizio. Gambe un pò “fredde”, fiato corto, abbigliamento pesante fanno la differenza: anche con temperatura bassa comincia a far caldo. Più sali, più è così. L’ascesa al Paradiso terrestre è coronata da lunghi tratti innevati che, dopo i 1000mt s.l.m. cominciano ad essere più frequenti: se gli angeli non avessero le ali, ci penserebbero almeno due volte prima di continuare! “Crunch”, “Crunch”, il suono che si sente sotto gli scarponcini: è un ghiaccio particolare, mai visto prima, simile al carbone che la notte aveva regalato e relegato al mattino sul sentiero “00” dell’Alta Via dei Lattari. Dopo qualche tratto in cui ci si deve anche arrampicare utilizzando entrambe le mani, ci si ritrova finalmente in cima, a 1316mt s.l.m., col “fiato spezzato” ormai, e ci si accorge che si è saliti tanto nell’attimo in cui riesce a vedersi, dall’interno, il cono grande del Vesuvio, posto, a linea d’aria, proprio di fronte: dal “fiato spezzato” si rimane senza fiato. La giornata è stupenda: è la prima volta che riescono a vedersi, in modo sì nitido ed a 360gradi, le montagne innevate degli Alburni(Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano), la vetta del monte Raiamagra (Parco Regionale dei Monti Picentini), la cima del Miletto (Parco Regionale del Matese)e, come detto sopra, il “Gran Vesevo” (Parco Nazionale del Vesuvio). Non solo montagna: da una parte la Costiera Amalfitana, dall’altra quella sorrentina che, proseguendo fino al Golfo di Napoli, tocca in fondo il golfo di Gaeta; infine, per chiudere la lista, l’isola d’Ischia. Come direbbe lo zio, “mai visto prima, spettacolo non per tutti”: fortunatamente si è lontani anche dalla tecnologia di Google® Earth®, rimasta giù a terra per empi e profani. Lasciando indietro i classici luoghi comuni, in cima il senso di libertà in quel momento è un qualcosa di indescrivibile. Sai bene che ce l’hai fatta, un’altra volta!
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