Domenico Cascone MiMeZzZ®

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Archivio per aprile, 2007

Vesuvio, verità nascoste.


12 aprile 2007 – Ercolano(NA)_di Domenico Cascone. Diario di bordo. Ore 6.45 a.m., uno sguardo al cielo prima di partire per il nord-ovest:tempo perfetto! A volte si perde la possibilità, a volte manca la voglia, a volte la curiosità, ma in così tanto tempo non vi ero mai stato così vicino. Da una dimensione prospettica, da i più svariati monti, da qualsiasi posto, quel Vesuvio l’avevo visto. E, talvolta, abusato come panorama notturno. Ma sempre da lontano, lontanissimo. In viaggio su un’autostrada era, ed è ancora, un ottimo punto di riferimento per capire che si sta(va) tornando a casa. Il punto nord della mia bussola. Ecco:un semplice punto di riferimento significa molto, dona stabilità e sicurezza. Fin da piccoli si è abituati a crescere con la visione di quel mons, almeno per chi vive nella cintura partenopea. Ed allora la sensazione di trovarsi spaesato, senza una direzione precisa la si può comprendere solo una volta saliti su al vulcano, e sentirlo proprio sotto ai piedi. Un animale feroce, momentaneanmente ammansito, dormiente, che può svegliarsi da un momento all’altro. E’ la guida vulcanologica a sottolinearlo che, con i suoi discorsi sulla vegetazione e sui minerali che il Vesuvius ha prodotto nel tempo, cerca di dare un ordine cronostorico agli eventi che lo hanno caratterizzato. Sbigottiti, zio Marco ed io quando realizziamo che il Vesevo era di gran lunga più alto in passato, circa 3000 metri s.l.m.:oggi raggiunge appena quota 1283 metri s.l.m., ma per il turismo di massa la quota massima raggiungibile è quella di 1170 metri s.l.m. Lontano dalla massificazione turistica, è la Strada Matrone ad essere protagonista, un sentiero che parte dalla base, precisamente da Trecase in provincia di Napoli. Si è scelto di non salire in auto al Vesuvio, ma da un sentiero lungo circa 7km: ovviamente a piedi. Con tanto di autorizzazione rilasciata dall’Ente Parco Vesuvio, un esecutore della Guardia Forestale ci offre non pochi problemi alla partenza: leggendo nel suo dubbioso silenzio il permesso, cerca un modo per fermare il nostro cammino. Ed i perchè non si conoscono:forse perchè si tenta di nascondere da tempo, forse per qualcosa che non si ha la possibilità di vedere, forse per la stessa sicurezza del Parco, o probabilmente perchè il sentiero fa parte di una Riserva Naturale. Tante le tesi:poche risposte. Impietrita, la sua figura sembra volesse dirci qualcosa. Pur con tanti indugi, alla fine il lasciapassare è nostro. Avvolto nel mistero, il viaggio sembra lungo: in effetti lo è stato. Non si è mai capito perchè quella guardia non volesse farci continuare l’escursione. Rimangono i dubbi e le domande, ma trapela, dopo tanto sudore e stanchezza, una certezza: c’è ancora molto da conoscere ed imparare. Una settimana da ricordare. Dopo Punta Nasone(Monte Somma) il Vulcano del Vesuvio, 1170 metri s.l.m.: espugnato.
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