Domenico Cascone MiMeZzZ®

Blogger, ghostwriter, social media and communication manager. Blog a cura di Domenico Cascone sulla Politica, la Cultura, l'Informazione, il Turismo e gli Eventi a Sant'Egidio del Monte Albino

L’inaugurazione della nuova sede della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino, un mese fa.


26 luglio 2009 – Sant’Egidio del Monte Albino(SA)_di Domenico Cascone. Avveniva il 28 giugno 2009 che un gruppo qualunque di persone inaugurava la nuova sede della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino(SA), in via Pulcinella, presso il Centro Polifunzionale dell’antico capoluogo. Una comitiva qualunque composta da soci, consiglieri e collaboratori esterni che, nel silenzio momentaneo dei media locali, celebrava, con la solennità del momento, una nuova struttura:uno studio per la vecchia Radio Monte Albino 99.500Mhz e nuovi uffici per portare avanti il lavoro, da ricordare puramente volontario, che l’Associazione santegidiana no-profit ha scritto finora sulla pagine della storia locale di un territorio continuamente da valorizzare e da premiare. Il convegno tenutosi alle 19.00 di quel giorno, un’ora prima della benedizione dei nuovi locali da parte di Padre Massimo, ha dato adito ad una sorta di dibattito davanti ad un pubblico numeroso, e ha sottolineato, nonchè approfondito, proprio questo tratto. Tavolo d’incontro alla presenza, infatti, delle istituzioni pubbliche, quali il primo Cittadino Nunzio Carpentieri e l’Assessore Comunale allo Sviluppo del Territorio dott. Francesco Marrazzo, la neo Presidente della Pro Loco Angelina De Rosa e il moderatore Domenico Cascone. Da sottolineare anche la presenza delle varie Associazioni locali sparse sul territorio, gradita presenza dell’evento, le quali sono tutte intervenute durante l’incontro. La scelta consapevole, prima di tutto da parte della Pro Loco santegidiana, di un coordinamento e di una coesione organizzativa, nonchè una sorta di integrazione da parte dell’Ente e le altre Associazioni presenti in loco, è stato il tema centrale, oltre che un’opinione comune del momento. “Per l’appunto, il territorio ha bisogno di queste associazioni volontarie che da un lato, grazie alla volontà dei suoi soci e dei suoi concittadini, rendono viva e partecipe l’intera cittadinanza, e dall’altro donano giusta linfa ad un flusso di turisti sempre in aumento nella nostra città, soprattutto negli ultimi anni: è un circolo virtuoso che speriamo non si interrompa” – ha sostenuto Domenico Cascone nella sua relazione iniziale, puntando il dito soprattutto a quel concetto che più gli sta a cuore di “cittadinanza attiva in rapporto ad una cooperazione sempre crescente”. Per cercare di comprenderne il successo che tutt’oggi hanno le iniziative della Pro Loco, bisognerebbe guardare ai risultati. In altri termini, non mire espansionistiche, ma la pretesa di una partecipazione pubblica e di una democrazia deliberativa-partecipativa, in continua sinergia con i Responsabili delle Organizzazioni autoctone con l’unico obiettivo di valorizzare, dal punto di vista turistico, i numerosi e (ancora) sconosciuti siti di Sant’Egidio del Monte Albino. Un punto in comune anche con il Sindaco Carpentieri che, attraverso il suo discorso, ha rimarcato l’importanza dell’esistenza di un Ente morale, prima che pubblico, quale la Pro Loco per la crescita sociale e culturale della città. Significati e sensi ripresi e ampliati, infine, anche dalla neo Presidente De Rosa. “Cosa è mancato per non essere riusciti ancora ad avere riconoscimenti istituzionali in quelle sedi dove meglio potrebbero far valere le proprie idee e le proprie proposte?” – ha esordito De Rosa durante la sua relazione finale – “Se abbiamo posto la domanda, proviamo a dare una risposta” – con lo sguardo al passato della Pro Loco, e una mano tesa al futuro del territorio. Si riporta il testo integrale della relazione tenuta in pubblico da Angelina De Rosa.
La Pro Loco e le Associazioni Locali
Idee e Proposte a confronto
per la Crescita Sociale e lo Sviluppo del Territorio
Relazione Introduttiva
Carissimi Soci ed amici,
Egr. Sig. Sindaco e Assessore,
carissimi presidenti delle Associazioni
Vi rivolgo il mio più cordiale e sentito ringraziamento per essere intervenuti a questo incontro e alla cerimonia che seguirà per inaugurare la nuova sede della Pro-Loco.
Passo subito alla relazione introduttiva di questo incontro – dibattito organizzato con lo scopo di praticare un primo timido tentativo di mettere insieme le Associazioni presenti in Sant’Egidio, per incominciare a interrogarci sul futuro ruolo delle stesse e, come recita il titolo dell’incontro, per iniziare a confrontarci, pur nelle diversità dei nostri fini e scopi statutari, sulle idee e sulle proposte che abbiamo per aumentare la crescita sociale e lo sviluppo del nostro paese.
Il mondo dell’associazionismo locale, nell’ultimo decennio, ha conosciuto momenti di forte attivismo, tanto nel campo culturale, quanto in quello della promozione del territorio e della socialità. In un paese come il nostro, distribuito lungo la direttiva nord-sud in tre distinte entità (quelle delle frazioni di Orta Loreto e San Lorenzo e del Capoluogo Sant’Egidio), le associazioni, pur arrancando tra mille difficoltà, hanno saputo offrire momenti di forte coinvolgimento della popolazione locale, attraverso attività e manifestazioni di varia natura, caratterizzate sempre da una forte partecipazione volontaria della gente del posto. Vorrei ricordare, a titolo di esempio, le manifestazioni della Pro Loco, come “I Cortili della Storia” e “Percorsi Culturali”, manifestazioni ad alta valenza culturale e di promozione del territorio, che hanno avuto l’indubbio merito di porre il problema del recupero del centro storico del comune e del suo rilancio in termini turistici. A queste vanno aggiunte altre attività che hanno caratterizzato la Pro-Loco nell’ultimo decennio, che vanno dalla pubblicazione di libri sulla storia locale a romanzi di autori locali, dalla pubblicazione della prima guida turistica del territorio, al recupero di beni artistici ed archeologici (la Bolla   Pontificia del 1543 conservata in abbazia e la fontana Helvius in p.zza Ferrajoli), dalla proposizione di spettacoli a tema alla formazione di una compagnia teatrale (ProLoco in scena) che, per la prima volta nella storia di questo paese, ha avuto l’onore e l’onere di rappresentare i suoi lavori in alcuni comuni della Provincia. Attività che hanno proiettato il nostro paese fuori dai confini strettamente territoriali, rilanciando la sua immagine all’interno del comprensorio dell’Agro – Nocerino. Contemporaneamente, queste stesse attività hanno anche restituito un forte senso di appartenenza alla comunità locale, attraverso l’appropriazione della conoscenza della propria storia e delle proprie radici che, in altri termini, rischiavano di perdersi nel caotico e vorticoso correre delle giovani generazioni verso valori ispirati, molto spesso, al facile consumismo e perfino al qualunquismo identificativo. Ma a queste vanno aggiunte, senza dubbio, le attività delle altre associazioni del territorio che, anche se ad un livello e con intenti diversi, hanno contribuito ad offrire momenti e spunti di forte socializzazione.
Vanno citate, quindi, sempre a titolo di esempio, le iniziative come “Arrivederci Estate”, curata dall’Azione Cattolica della Parrocchia di San Lorenzo e San Diodato Martiri e, attualmente, organizzata dall’oratorio A.N.S.P.I.;
le iniziative con i carri allegorici per il Carnevale dell’Associazione “La Vecchia Guardia” e la loro partecipazione alle manifestazioni per il carnevale in San Valentino Torio;
la rappresentazione della “Via Crucis” tra i cortili del Centro Storico organizzata dell’Associazione Cattolica della Parrocchia di S. Maria Maddalena e dalla Pro-Loco;
le iniziative del MotoClub “I Solidali” che hanno fatto affluire nel nostro paese diverse centinaia di appassionati di moto in varie occasioni;
ed in ultimo, ma non in ordine di importanza, l’iniziativa recente di un bollettino di informazione locale curato dal Forum dei Giovani di Sant’Egidio del Monte Albino.
Tuttavia, e questo è un interrogativo che rivolgo in primo luogo alla Pro-Loco, alle Associazioni ed al loro attivismo, importante, coinvolgente, socialmente rilevante, cosa è mancato per non essere riusciti ancora ad avere riconoscimenti istituzionali in quelle sedi dove meglio potrebbero far valere le proprie idee e le proprie proposte?
Se abbiamo posto la domanda, proviamo a dare una risposta.
In primo luogo, è mancata quella sinergia tra le varie associazioni che, seppur non necessaria per la riuscita delle iniziative, se esistente, avrebbe costituito un fattore fortemente aggregate tra le varie parti del territorio comunale.
In generale, questo fatto potrebbe trovare una spiegazione nella constatazione che le forti spinte particolaristiche, legate al senso di appartenenza a quella parte di territorio dove si vive e si opera, hanno impedito la nascita di momenti di incontro tra le varie associazioni, che, nel lungo termine, avrebbero potuto costituire le basi per operare in più stretta relazione o, per dirla più elegantemente, in più stretta sinergia.
In secondo luogo, è mancata un’azione di coordinamento tra le varie associazioni locali.
Questi due fattori, o se si preferisce queste due cause, hanno avuto, essenzialmente, queste conseguenze:
1- hanno impedito un cammino più unitario tra le varie associazioni e una direttrice più coerente con le reali necessità del territorio;
2- hanno sottratto potere “contrattuale” alle stesse associazioni nei  confronti delle controparti istituzionali;
3- hanno creato, come conseguenza più grave, un vuoto di rappresentatività.
Da oggi, però, è anche questo il senso di quest’incontro, dobbiamo porre le basi per inaugurare un’azione più coordinata e partecipata e, come da un anno a questa parte, una nuova stagione, non solo nei rapporti tra associazioni, ma anche per quel che riguarda il rapporto tra le associazioni locali e organi istituzionali.
Una nuova stagione che, nell’immediato, ci porta a registrare un atteggiamento molto più aperto nei confronti del nostro attivismo da parte del nuovo Sindaco e della sua Giunta. In pratica, questo nuovo atteggiamento si è sostanziato in un maggior riconoscimento del ruolo dell’associazionismo locale ed, in particolare, della Pro-Loco, ed in un aiuto più concreto, sia finanziario che logistico, di cui abbiamo beneficiato recentemente. Tuttavia, siamo ancora ben lontani da quell’auspicabile coinvolgimento in quelle attività a cui sopra si faceva riferimento, sia amministrative che di progettualità generale, che aumenterebbero le possibilità di crescita di una classe dirigente locale formata, informata e competente. Molte sono ancora le resistenze che si registrano, infatti, e che, probabilmente, spiegano la mancata adozione di quegli strumenti di partecipazione delle libere forme associative ai processi amministrativi  previsti dal nostro statuto comunale, dalla legge e da accordi tra organi di rappresentanza, sia dei comuni che delle associazioni. Mi riferisco, in tal senso, alla previsione dal nostro statuto di poter dar vita alla “Consulta delle Associazioni”, il cui regolamento, sebbene approvato nel 2001, non è stato reso mai operativo. Inoltre, per quel che riguarda la  Pro Loco, sarebbe importante accogliere e, pertanto, rendere operativo il protocollo del 5 luglio 2003, sottoscritto dall’ANCI (Associazione dei comuni d’Italia) e dall’UNPLI (Unione delle Pro-Loco d’Italia), che prevede la possibilità di inserire rappresentanze delle Pro-Loco negli organi consultivi comunali, con tutte le conseguenze positive, a mio parere, che ne potrebbero derivare. L’attuazione dei summenzionati strumenti, che per loro natura sono il mezzo attraverso cui le libere forme associative possono trovare coinvolgimento nei processi decisionali, sarebbe non solo il modo per sottrarre alla congiuntura e alle simpatie o antipatie del momento i rapporti tra istituzioni ed associazioni, ma rappresenterebbe anche la modalità per un diretto coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni in quelle fasi che contraddistinguono la cosiddetta “democrazia partecipata” e da cui, molto spesso, possono dipendere lo sviluppo economico, sociale e civile del nostro paese.
Potrebbe essere un modo, in altri termini, per creare quella sinergia tra associazioni e tra queste e gli organi istituzionali. Inoltre, e questo costituisce un sincero auspicio, forse potrebbero essere questi gli strumenti per favorire  il necessario coordinamento tra le forme più vive ed operative di Sant’Egidio e per creare quelle occasioni di incontro e socializzazione che possono attenuare le differenze, purtroppo ancora esistenti, tra le varie parti del nostro comune. Da parte nostra, per rafforzare quanto appena detto, vi anticipo che, da qui a qualche mese, grazie ad un finanziamento ricevuto dalla regione Campania per interessamento dell’On . Nocera e ad un progetto ad hoc presentato dal Dott. Alfonso Tortora, ci doteremo di una serie di attrezzature che, sulla presentazione di adeguati progetti, intendo mettere a disposizione anche delle altre Associazioni e dei giovani del nostro paese. Così come penso possa diventare un punto di riferimento per l’associazionismo locale questa struttura polivalente, assegnata già dalla precedente amministrazione ad alcune associazioni, e che la Pro-Loco intende rendere funzionale per incontri e sviluppo di progetti di interesse generale. Se questi, tuttavia, possono essere i suggerimenti o le idee per aumentare, nel breve periodo, la crescita sociale nel nostro paese e le occasioni di confronto tra il mondo dell’associazionismo locale, sul piano della crescita economica e delle possibilità di sviluppo del territorio, pur non competendo direttamente a noi azioni in tal senso, credo che alcuni suggerimenti, ormai cari all’azione della Pro-Loco nell’ultimo decennio, vadano ripresi, sviluppati e resi operativi in quell’auspicabile rapporto sinergico tra Associazioni e istituzioni locali. Mi riferisco, in tal senso, alla necessità, nonché alla opportunità per il nostro paese, di ottenere per il centro storico di Sant’Egidio del Monte Albino il riconoscimento regionale di “Centro Storico di particolare pregio”. Così come sarebbe importante l’adesione al “Club dei borghi più belli d’Italia”, promosso dall’Associazione dei Comuni d’Italia. Queste due prime azioni, che possiamo definire di marketing territoriale, non solo costituirebbero requisito d’eccellenza in caso di finanziamenti previsti da avvisi o bandi regionali, ma, grazie alla sottoscrizione dei relativi disciplinari, “costringerebbero” tutti (parte pubblica e privati) ad una continua opera di monitoraggio del Centro Storico, in modo da mantenere adeguati standards di qualità edilizia ed urbanistica. In tal senso, sarebbe il caso di riprendere il documento di intenti sottoscritto il 5 luglio del 2004 tra la Provincia, il Comune, il Patto Territoriale, Agro Invest e le Soprintendenze e promosso dalla Pro-Loco, che prevedeva azioni per la valorizzazione e il recupero del Centro Storico. Si intuisce bene come queste azioni, sulle quali la Pro-Loco è pronta a fare la sua parte, direttamente andrebbero ad incidere sul processo di valorizzazione e recupero del nostro territorio con tutte le possibilità di sviluppo ad esse connesse. Sulla scorta di questo discorso, mi sembra opportuno rimarcare il forte ruolo esercitato dalla Pro-Loco negli ultimi anni e che, nell’immediato, continuerà con una serie di iniziative dall’elevato contenuto culturale. Da qui a qualche mese, infatti, grazie ad un contributo regionale ricevuto sempre per interessamento dell’On. Nocera, ristamperemo, con la cura dell’ing. Salvatore Silvestri, i libri sulla storia del nostro paese, mentre grazie a tre distinti progetti che sta curando il Dott. Alfonso Tortora, mio predecessore, ristamperemo, anche in lingua inglese, la guida turistica del nostro paese, forniremo l’abbazia di didascalie illustrative, nonché di una planimetria generale del monumento, con notizie storiche sulla chiesa e le sue opere d’arte e realizzeremo ben quattordici pannelli illustrativi con notizie sui palazzi e cortili del centro storico e sulle chiese del territorio comunale.
Tuttavia, al di là di quelle che possono essere le azioni attraverso cui possiamo incidere direttamente sulle politiche di sviluppo del territorio e che afferiscono alle nostre attività statutarie, credo, altresì, che il mondo dell’associazionismo locale si dovrebbe contraddistinguere anche per la sua azione propositiva che riuscirà ad esercitare per il futuro. Sulla scorta di questa premessa, nell’attesa dell’approvazione del PUC, cioè del Piano Urbanistico Comunale, da cui dipendono molte delle azioni per lo sviluppo del territorio, approfitto dell’occasione e dell’illustre presenza di tre nostri rappresentanti amministrativi per ribadire almeno altri due concetti:
in primo luogo, proprio nella fase di redazione del PUC, sarà necessario adottare un programma strategico complessivo per il recupero e la riqualificazione del patrimonio storico – urbanistico locale. Tanto è possibile sulla scorta delle legge della regione Campania n° 26 del 2002 che prevede, tra le altre cose, il cosiddetto “Programma di Valorizzazione” per i comuni della regione;
in secondo luogo, bisogna concretizzare un insieme di azioni per favorire, anche con il coinvolgimento di operatori privati (imprenditori, gruppi di interesse, ecc.), il rilancio del commercio e delle economia locale.
A titolo di esempio, sarà importante operare una completa valorizzazione anche dei nostri prodotti locali, sulla scorta di quanto già proposto dalla Pro-Loco nel 2005 con il regolamento De.C.O., cioè la denominazione di origine comunale per i prodotti locali.
In generale, anche con il coinvolgimento di operatori extra comunali e penso all’ABBAC, approfittando quindi della presenza del Dr. Ingenito, sarà fondamentale lavorare ad un piano di marketing che concretizzi una serie di azioni per il rilancio del territorio.
Molte di queste proposte portano a pensare ad un’azione concentrata essenzialmente su una parte del territorio ed, in particolare, sul Capoluogo. In realtà, lo sviluppo del territorio, attraverso il suo rilancio turistico, avrebbe degli “effetti a caduta” di cui beneficerebbe tutto il territorio comunale e non solo una parte di esso. In ogni caso, l’adozione dei cosiddetti Programmi integrati di riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale, previsti dalla legge della regione Campania n°3 del 19 febbraio 1996, potrebbero riguardare  tutte quelle parti del territorio comunale interessati da guasti urbanistici e non solo, quindi, questo o quel contesto territoriale. Ma tutto ciò potrebbe essere materia da affrontare proprio in sede di Consulta delle Associazioni o in altre sedi a cui prima si faceva riferimento.
Per il momento, e mi avvio alla conclusione, nella speranza di incontri sempre più fitti e collaborativi tra tutte le associazioni, confidando, altresì, in un impegno sempre più fattivo di tutti noi nell’interesse della comunità locale,  Vi invito a confrontarci e a dibattere su questi primi spunti e Vi ringrazio per l’attenzione dedicatami.
Il Presidente della Pro Loco
Angelina De Rosa
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