Domenico Cascone MiMeZzZ®

Blogger, ghostwriter, social media and communication manager. Blog a cura di Domenico Cascone sulla Politica, la Cultura, l'Informazione, il Turismo e gli Eventi a Sant'Egidio del Monte Albino

Archivio per maggio, 2010

Meeting con i Giovani santegidiani: buona la prima!


      
10 maggio 2010 – Sant’Egidio del Monte Albino(SA)_di Domenico Cascone. Si è tenuto l’8 maggio 2010 presso la Sala Convegni della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino il “1° Meeting con i Giovani santegidiani”, che ha visto la numerosa partecipazione della iuventus del centro storico, e delle frazioni San Lorenzo e Orta Loreto. Insomma, un passo importante, anzi fondamentale per il territorio: per la prima volta, un’iniziativa ha visto insieme giovani provenienti dalle diverse zone del borgo pedemontano. La bruta dislocazione geografica, la disarmonica morfologia di un territorio così vasto e la quasi totale assenza di mezzi pubblici idonei allo spostamento in loco, infatti, rendono difficile, o non sempre possibile, la comunione dei giovani cittadini: secondo la regola, un abitante della centrale Piazza G.B. Ferrajoli difficilmente sarà informato dell’esistenza di un suo coetaneo concittadino di via Giuseppe Mazzini, e viceversa. Lo sanno i Soci della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino che, conoscendo a dovere l’area interessata, i suoi problemi e i disagi derivanti, hanno pensato bene di creare un evento ad hoc per l’8 maggio 2010 con tanto di anticipata promozione sui più famosi social networks e cartacei inviti door-to-door. Il Meeting, dunque, è stato una giusta occasione non solo per incontrasi, ma anche per esporre pubblicamente un Progetto presentato nel lontano 2006 dall’ex Presidente della Pro Loco dott. Alfonso Tortora alla Regione Campania: “La Giovane Fenice”. Esso ha permesso all’attiva Associazione turistica locale di acquistare una serie di attrezzature e strutture sportive (calcio, tennis, pallavolo, pallacanestro, tennistavolo, ecc.) per il mondo dei giovani. Inoltre, il congruo contributo elargito dopo la presentazione ha consentito di procurarsi un palco completo di quinte per coloro che vorranno cimentarsi con la recitazione teatrale, oppure con il canto. In una piacevole giornata primaverile, è toccato proprio all’attuale Presidente della Pro Loco, Angelina De Rosa, rompere il ghiaccio, che fin da subito ha rimarcato con vigore l’importanza di un mezzo, quale lo sport, per avvicinare i giovani all’Ente no-profit: “La collaborazione tra i giovani e la Pro Loco è importante, – ha commentato il Primo Socio in chiusura del suo intervento – e siamo sicuri che, anche attraverso le vostre idee, le vostre proposte, la vostra partecipazione alla varie attività e iniziative che di solito pianifichiamo, la nostra Associazione potrà continuare a crescere e guardare serenamente al futuro del nostro borgo”. Ha rincarato la dose l’ex Presidente della Pro Loco, oggi Consigliere dello stesso Ente delegato alla Cultura, che, dopo aver ringraziato il pubblico presente, con l’ausilio di un videoproiettore in Sala, ha cominciato da subito a descrivere il Progetto. Utilizzando una semplice terminologia, e senza dilungarsi troppo, ha affrontato tenacemente il problema dei giovani santegidiani, nonchè il tema di una loro partecipazione come cittadini attivi all’interno della propria città: “Uno dei problemi che abbiamo avuto, come [partecipanti della] Pro Loco, è quello di non essere riusciti ad incidere anche su altre parti del nostro territorio comunale perchè non avevamo nè la collaborazione, nè quella giusta sensiblità per andare a incontrare altre realtà associative. Questa è stata la colpa della Pro Loco. Da tutto ciò, speriamo che nasca l’occasione per riprendere ed ampliare in futuro tale discorso”. Ed ha aggiunto: “Siccome sono presenti tanti giovani santegidiani, questo è il messaggio, l’auspicio, l’esortazione che rivolgo, affinchè possiamo almeno conoscerci  e confrontarci dentro i propri confini territoriali”. D’altronde, ecco perchè la scelta ad hoc della metafora e del nome del Progetto, “La Giovane Fenice”: “Come è accaduto per questo uccello mitologico che non muore mai, in quanto risorge sempre dalle sue ceneri, – ha concluso, sorridendo, il dott. Tortora – noi speriamo che la gioventù di questa città abbia un forte scatto d’orgoglio”. Ovviamente, attraverso una sua rinascita, prima o poi.
Di seguito, è possibile scaricare e leggere il documento di presentazione del Consigliere della Pro Loco di Sant’Egidio delegato alla Cultura dott. Alfonso Tortora. Collegamento: http://cid-2c9e4c700db2ca3e.skydrive.live.com/self.aspx/Pubblica/Presentazione%20Progetto%20^4La%20Giovane%20Fenice^4.ppt
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Sant’Egidio del Monte Albino: quale lo stato dell’arte?


30 aprile 2010 – Sant’Egidio del Monte Albino(SA)_di Domenico Cascone. Il primo maggio: in tanti lo aspettano, per i più svariati motivi. E non solo i lavoratori in cerca di rivendicazioni per i propri diritti a Rosarno, o i giovani a Roma. Anzi. Molto più spesso negli ultimi anni, quella Festa del Lavoro fa fremere soprattutto quei turisti in cerca di cibo culturale per le loro “pupille” gustative. Ed ecco apparire i promoter, agenzie di viaggi, avide guide turistiche con studiate operazioni di marketing turistico e territoriale, capaci di attrarre un gran numero di quelle curiose creature dalla voracità culturale e intellettuale. Almeno questa è la prassi in generale, e soprattutto nella vicina Costiera Amalfitana, che si prepara ad accogliere anche quest’anno un numero sempre crescente di increduli visitatori; i quali arrivano alle loro mete tanto agognate con potenti autobus GranTurismo, trapassando la zona del Comune di Sant’Egidio del Monte Albino, soprattutto quella vicina al Centro Storico. Appunto, il territorio santegidiano: un Comune di circa 8.000 persone alle pendici dei Monti Lattari, situato a nord della provincia di Salerno. Comune UNESCO dal 1997 e facente parte dei 14 comuni della Costiera Amalfitana alla voce “segni particolari” di una fantomatica carta d’identità. Eppure, una zona alle porte della Divina Costiera (e non solo di passaggio, ndr) in cui probabilmente c’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto per l’Arte, la Cultura e il turismo che ne derivano. A tal proposito, sempre alla voce “segni particolari”, rientrano anche alcuni monumenti che l’incuria del tempo e l’umana indifferenza hanno usurato. Non encomiabile, per l’appunto, è il caso della fonte di epoca augustea (I sec. a.C.), la cosiddetta “Fontana Helvius”, dal nome del suo antico committente. Posto in Piazza G.B.Ferrajoli, accanto all’Abbazia Santa Maria Maddalena in Armillis, il monumento è ad oggi privo di un’adeguata recinzione, ovvero una minima protezione, che servirebbe a preservarlo nel tempo e nello spazio. Uno spazio che risulta, però, sempre più privo di adeguata pulizia, e non più degno della vetustà di una tale tradizione. Da annotare anche il fatto che purtroppo l’antica Fontana è spesso bersaglio anche di atti vandalici da parte di incoscienti e irrispettosi ragazzini che si cimentano in questo o in quel folle gesto calcistico, credendo l’ormai vecchio blocco di marmo soltanto una rete da stadio. Magari fosse l’unica nota dolente del borgo pedemontano! Peggiore, infatti, risulta lo stato di quella stele funeraria ubicata, qualcuno sosteneva “pro tempore”, all’aperto nell’attuale Parco dell’Arte in via Raffaele Falcone, a pochi passi dall’abitato Centro Storico, aperto tutti i giorni al pubblico: la Pomponiae Tyche. Tale cippo del periodo adianeo (I sec. d.C.) fu rinvenuto soltanto nel 1854 in un fondo della famiglia Ferrajoli della Fontana. E ciò che la Terra era riuscita facilmente a preservare, da un secolo e mezzo è inevitabilmente nelle mani dell’Uomo. Mani talvota pericolose, se si pensano ad alcuni segni di graffiti eseguiti tempo fa chissà da quale balordo su uno dei quattro lati della stele. A conferma del suo prolungato Fato infausto, d’altronde, essa fu posta su una comune piattaforma di legno sollevabile per mezzo di carrelli elevatori a forchetta: insomma un volgare pallet, che esposto continuamente alle intemperie non fa altro che usurarsi, mettendo in pericolo di caduta lo stesso blocco marmoreo. Quale allora la fama di un Parco inaugurato soltanto l’11 aprile 2008 che in primis non rispetta il suo nome e, tanto meno, i termini di qualità e lo stato della “sua” arte? E, a tal proposito, quale ancora l’esito di un simile scempio? L’obiettivo è sempre la stessa epica cantilena: favorire la Cultura e il Turismo del borgo rivalutando i suoi storici monumenti. Non si può non essere d’accordo, certo! Ma la soluzione sarebbe prima di tutto da ricercare su tavoli d’incontro, in un proficuo confronto tra Comitati tecnici e Amministrazioni comunali, tra Enti turistici locali e Soprintendenze per i Beni Archeologici territoriali, al di là dei pluralismi, dei fatalismi (meridionali, ndr), di qualunquismi e opinioni personali, di polemiche costruite a tavolino, di discorsi da bar, di voci di corridoio, al di là di appartenenze a vecchie e nuove classi dirigenti santegidiane, sempre in un clima di trasparenza, cittadinanza attiva e democrazia partecipata.
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