Domenico Cascone MiMeZzZ®

Blogger, ghostwriter, social media and communication manager. Blog a cura di Domenico Cascone sulla Politica, la Cultura, l'Informazione, il Turismo e gli Eventi a Sant'Egidio del Monte Albino

Festa Patronale di Sant’Egidio: cronaca di uno strepitoso successo.


13 luglio 2010 – Sant’Egidio del Monte Albino(SA)_di Domenico Cascone. L’istantanea appena scattata dopo l’ultimo botto dello spettacolo pirotecnico finale traccia un quadro ben preciso: anche quest’anno, i festeggiamenti in onore di San Nicola da Bari, unico Patrono dell’antico borgo pedemontano, e della SS. Madonna delle Grazie sono stati un successo. Dieci giorni intensi, dal 2 al 12 luglio 2010, organizzati ad hoc dal parroco Padre Massimo Staiano, dall’attivo Consiglio Pastorale e dal Comitato Festa di Sant’Egidio del Monte Albino (SA). Momenti emozionanti che hanno visto la partecipazione di migliaia di fedeli e di devoti emigrati, tornati in loco appositamente per rendere grazia all’immagine sia del Santo Patrono che dell’adorata Madonna; due effigi, per l’appunto, che nel giorno di festa più importante, domenica 11, hanno attirato l’attenzione della folla nella classica e calda Processione di luglio con le statue dei Santi per le strade del borgo storico, dopo la solenne celebrazione eucaristica presediuta dal Rev.mo Sac. Romualdo Calcide nella celebre Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Tradizione, folclore, rituale, ricordo, credenza: c’erano tutti gli elementi necessari per il ricordo di un’usanza e per la trasmissione di una regola alle future generazioni santegidiane, persino sabato sera 10 luglio mentre si snodava per le vie del centro quel serpente di persone che ha preso parte alla canonica fiaccolata di mezzanotte in onore delle due immagini pie. L’esaustivo programma religioso ha lasciato il passo a quello civile, il quale è stato ugualmente ricco di eventi e di incontri con la cittadinanza. Durante la prima serata, nell’ambito delle manifestazioni culturali proposte dalle varie Associazioni, lo scorso giovedí 8 luglio il Gruppo Teatrale “Prolocoinscena” della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino ha presentato “A Furtuna nzuonno 14 o’ pittore e 22 a’ pazza”, presso la Corte del Palazzo Ferrajoli della Fontana ubicata in Sant’Egidio del Monte Albino (SA). La movimentata e divertente commedia in tre atti di G. Di Maio, grazie alla instancabile regia di Anna Serra, ha appassionato e divertito i circa 350 presenti che, in un’atmosfera incantevole, hanno seguito con vivo interesse le burrascose vicende, tra equivoci e momenti di riflessione, dei due protagonisti Michele De Vincenzo e della sua compagna Luisa, rispettivamente Angelina De Rosa e Felice Coppola nella vita reale. La conclusione positiva della vicenda e gli applausi scroscianti dell’epilogo sono stati l’ampia conferma della riuscita dell’evento e del successo ottenuto. Appena dopo 24 ore, un altro palco in Piazza G.B.Ferrajoli ha ospitato il giovane cantante Gianluca Capozzi in un’altra calda serata estiva: circa 2.500 le persone accorse da tutto l’Agro Nocerino Sarnese e dalla vicina area vesuviana per assistere allo spettacolo gratuito del loro idolo partenopeo, tra bibite fresche e canzoni profonde, nel clima mite dell’amore. Tra musica e cultura, insomma, nella splendida cornice dei Monti Lattari, alle pendici del Valico di Chiunzi, tutti gli eventi si sono conclusi nel tardo blu della notte. In un tale quadro positivo, sembrerebbe sin troppo facile sostenere che la “[…] tradizione è innanzitutto memoria: ma la memoria è una realtà partecipe più del presente che del passato”: se si volesse dar ragione a Furio Jesi ed ai suoi scritti principali sull’opera di Cesare Pavese, lo spettacolo finale di fuochi pirotecnici, che ha lasciato per un pò col naso all’insù, ha anche ricordato che lo jesiano atto creativo, quello festivo per l’appunto, è terminato per il momento e che, Laudator temporis acti, si dovrà attendere l’anno venturo per una nuova celebrazione del mito e della leggenda.

MotoClub “I Solidali”: “La pioggia non ci fermerà!”


 
30 giugno 2010 – Sant’Egidio del Monte Albino(SA)_di Domenico Cascone. Dopo un anno di piogge e freddo, l’estate dell’Agro Nocerino Sarnese sembra proprio non voler cominciare. Quella dell’anno 2010, in particolare, pare subire continuamente rallentamenti, ricadute, ripensamenti: persino l’abbigliamento comune risulta casuale vista “la mancanza di mezze stagioni”, come canta Laura Pausini in uno dei suoi pezzi più nostalgici. In realtà, l’estate dovrebbe rendere la vita più facile in tutti gli aspetti della vita umana, ed in particolare a chi attende i vari eventi e manifestazioni che si tengono nel proprio borgo. Per l’appunto, nonostante gli svarioni metereologici, gli scongiuri da ultim’ora e le preghiere rivolte alla propria divinità, si è regolarmente svolto anche quest’anno presso la amena località San Lorenzo, il raduno di motociclisti organizzato dal Presidente dott. Niccolò Bovio e del Vice-Presidente Pierino Capriglione del MotoClub “I Solidali” di Sant’Egidio del Monte Albino (SA), piccolo ma attivo borgo del Salernitano posto come un balcone dei Monti Lattari tra Angri e Pagani, affacciato sulla Valle del Sarno e sul vicino Golfo di Castellamare di Stabia (NA), sempre con lo sguardo rivolto al profilo puntuto del vulcano Vesuvio. In tale splendido scenario, lo scorso sabato 26 giugno dalle ore 16.00 sino a sera tarda, oltre 200 Centauri appartenenti ai numerosi MotoClub della regione Campania, tra cui gli “Evolution”, i “Nuceria”, i “Vesuviani”, i “Salerno City”, i “28 sth.”, i “Pistoni Inossidabili”, i “delle Ceramiche”, i “Biker’s sarnesi” ed altri ancora, hanno partecipato all’undicesima tappa del T.T.R. campano, puntualmente diretta dal funzionario federale Michele Sparano, supportato dai conterranei Erminio Crescenzi e Felice Mele, noti appassionati di motori dall’impegno quasi professionale a favore del turismo sportivo. I Centauri presenti sono stati benedetti dal giovane parroco motociclista della località San Lorenzo, Don Carmine Vitolo, il quale già godeva della fama di personaggio mitico per tutta la gioventù santegidiana. Il raduno è stato allietato da un giro turistico breve ma ricco di gustose soste eno-gastronomiche, nonchè di esibizioni folkloristiche e storico-rievocative: momento topico e tipico per il suo ambiente “senza tempo” è stata la penultima tappa del percorso presso la piazza principale del Centro Storico, intitolata a G.B.Ferrajoli. All’arrivo del gruppo di motociclisti, l’Associazione degli Sbandieratori angresi “Borgo dei Coronati” ha dato sfoggio della sua bravura e delle sue qualità con i volanti stendardi al continuo rullo di tamburi in uno spettacolo da mozzare il fiato; dal suo canto, l’Ente turistico locale Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino, coorganizzatore dell’evento, ha accolto i moto-turisti (ndr) con un piccolo rinfresco, e accontentato i più curiosi d’Arte e di Cultura con numerose figuranti in costumi d’epoca medievale pronte a raccontare la Storia e gli aneddoti del millenario e suggestivo borgo di “San Gilio”. Il maltempo è risultato l’unica nota negativa della cerimonia: la pioggia, durante il lunghissimo corteo dei Centauri, ha mietuto ritirate in fuga e improvvisi ammutinamenti, ma troppo pochi per frenare la costante “accelerazione” degli organizzatori, dei tanti spettatori, della Pro Loco di Sant’Egidio: The Show must go on, lo spettacolo doveva continuare a qualunque costo, qualsiasi cosa succedesse. In effetti, così è stato! Vinte le paure e la sfida con la pioggia, che hanno lasciato il posto a sorrisi di serenità e ad uno splendido tramonto rosso di inizio estate, il Presidente dott. Niccolò Bovio del piccolo MotoClub di via S.S.Lorenzo e Diodato Martiri ha espresso l’intenzione di candidare il sodalizio, visto il positivo risultato, a rango di organizzatore di un evento nazionale in collaborazione con i MotoClub delle vicine città e con le Associazioni del territorio santegidiano. Per il momento, in attesa del prossimo anno, ad maiora semper!
 

“L’Italia: una, unica ed unita”: messaggio chiaro dal popolo santegidiano.


02 giugno 2010 – Sant’Egidio del Monte Albino(SA)_di Domenico Cascone. Politici, Religiosi, Polizia Municipale e tanta gente comune. Nella nota ricorrenza del 2 giugno, molte le persone di Sant’Egidio del Monte Albino (SA) che hanno preso parte alla solenne celebrazione in ricordo della nascita della Repubblica Italiana: un messaggio chiaro di unione al territorio e di comunione col passato da parte di tutta la popolazione autoctona. Un giorno particolare che ha visto lo svolgimento della cerimonia lungo il Centro Storico del borgo pedemontano, con la partenza del corteo dai gradini del sagrato della Chiesa della Madonna delle Grazie. Durante il percorso, il fiume di persone si è arrestato dapprima all’incrocio ubicato in via T. Innocenzo Ferrajoli, dove il Primo Cittadino Nunzio Carpentieri e il Comandante della Polizia Municipale dott. Michele Tortora hanno deposto una corona fasciata dal tricolore italiano in onore del militare Raffaele Falcone, medaglia d’argento al valore, da cui la strada verso valle prende il nome. In onore ai morti della Grande Guerra, il corteo ha eseguito una seconda sosta obbligatoria in Piazza Gian Battista Ferrajoli, dinanzi la stele marmorea che, trascritti, ricorda tutti i nomi e cognomi di un’epoca devastante e assurda del Novecento: dopo la deposizione della corona di alloro, sentimenti di affetto e commozione velati dalle note dell’inno di Goffredo Mameli suonate ad hoc dalla banda musicale, hanno preceduto le parole del Sindaco alla cittadinanza. Egli ha dapprima ringraziato i presenti, poi ha espresso forte vicinanza al territorio del Centro Storico, complimentandosi, durante il discorso, con l’attuale Presidente della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino, la giovane sig.na Angelina De Rosa, nonchè con l’ex-Presidente dott. Alfonso Tortora, per l’egregio lavoro svolto fino ad ora sul territorio, sia dal punto di vista turistico che culturale. D’altronde, migliorare le condizioni di vita dei cittadini e rivalorizzare i monumenti, le Chiese, i Palazzi sono sempre stati il fine pricipale dei Soci dell’Ente turistico no profit, a vantaggio dell’avvenire del borgo. A tal proposito, il politico Nunzio Carpentieri, dopo l’elogio ai caduti, ha trovato l’occasione adatta per inaugurare la nuova Area Parcheggio in Via Mandrino, con taglio del nastro tricolore e gratuito rinfresco per i presenti. Altro tassello, dunque, per l’amministrazione centrista comunale: uno sguardo al passato, e un occhio sempre rivolto al futuro.

Meeting con i Giovani santegidiani: buona la prima!


      
10 maggio 2010 – Sant’Egidio del Monte Albino(SA)_di Domenico Cascone. Si è tenuto l’8 maggio 2010 presso la Sala Convegni della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino il “1° Meeting con i Giovani santegidiani”, che ha visto la numerosa partecipazione della iuventus del centro storico, e delle frazioni San Lorenzo e Orta Loreto. Insomma, un passo importante, anzi fondamentale per il territorio: per la prima volta, un’iniziativa ha visto insieme giovani provenienti dalle diverse zone del borgo pedemontano. La bruta dislocazione geografica, la disarmonica morfologia di un territorio così vasto e la quasi totale assenza di mezzi pubblici idonei allo spostamento in loco, infatti, rendono difficile, o non sempre possibile, la comunione dei giovani cittadini: secondo la regola, un abitante della centrale Piazza G.B. Ferrajoli difficilmente sarà informato dell’esistenza di un suo coetaneo concittadino di via Giuseppe Mazzini, e viceversa. Lo sanno i Soci della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino che, conoscendo a dovere l’area interessata, i suoi problemi e i disagi derivanti, hanno pensato bene di creare un evento ad hoc per l’8 maggio 2010 con tanto di anticipata promozione sui più famosi social networks e cartacei inviti door-to-door. Il Meeting, dunque, è stato una giusta occasione non solo per incontrasi, ma anche per esporre pubblicamente un Progetto presentato nel lontano 2006 dall’ex Presidente della Pro Loco dott. Alfonso Tortora alla Regione Campania: “La Giovane Fenice”. Esso ha permesso all’attiva Associazione turistica locale di acquistare una serie di attrezzature e strutture sportive (calcio, tennis, pallavolo, pallacanestro, tennistavolo, ecc.) per il mondo dei giovani. Inoltre, il congruo contributo elargito dopo la presentazione ha consentito di procurarsi un palco completo di quinte per coloro che vorranno cimentarsi con la recitazione teatrale, oppure con il canto. In una piacevole giornata primaverile, è toccato proprio all’attuale Presidente della Pro Loco, Angelina De Rosa, rompere il ghiaccio, che fin da subito ha rimarcato con vigore l’importanza di un mezzo, quale lo sport, per avvicinare i giovani all’Ente no-profit: “La collaborazione tra i giovani e la Pro Loco è importante, – ha commentato il Primo Socio in chiusura del suo intervento – e siamo sicuri che, anche attraverso le vostre idee, le vostre proposte, la vostra partecipazione alla varie attività e iniziative che di solito pianifichiamo, la nostra Associazione potrà continuare a crescere e guardare serenamente al futuro del nostro borgo”. Ha rincarato la dose l’ex Presidente della Pro Loco, oggi Consigliere dello stesso Ente delegato alla Cultura, che, dopo aver ringraziato il pubblico presente, con l’ausilio di un videoproiettore in Sala, ha cominciato da subito a descrivere il Progetto. Utilizzando una semplice terminologia, e senza dilungarsi troppo, ha affrontato tenacemente il problema dei giovani santegidiani, nonchè il tema di una loro partecipazione come cittadini attivi all’interno della propria città: “Uno dei problemi che abbiamo avuto, come [partecipanti della] Pro Loco, è quello di non essere riusciti ad incidere anche su altre parti del nostro territorio comunale perchè non avevamo nè la collaborazione, nè quella giusta sensiblità per andare a incontrare altre realtà associative. Questa è stata la colpa della Pro Loco. Da tutto ciò, speriamo che nasca l’occasione per riprendere ed ampliare in futuro tale discorso”. Ed ha aggiunto: “Siccome sono presenti tanti giovani santegidiani, questo è il messaggio, l’auspicio, l’esortazione che rivolgo, affinchè possiamo almeno conoscerci  e confrontarci dentro i propri confini territoriali”. D’altronde, ecco perchè la scelta ad hoc della metafora e del nome del Progetto, “La Giovane Fenice”: “Come è accaduto per questo uccello mitologico che non muore mai, in quanto risorge sempre dalle sue ceneri, – ha concluso, sorridendo, il dott. Tortora – noi speriamo che la gioventù di questa città abbia un forte scatto d’orgoglio”. Ovviamente, attraverso una sua rinascita, prima o poi.
Di seguito, è possibile scaricare e leggere il documento di presentazione del Consigliere della Pro Loco di Sant’Egidio delegato alla Cultura dott. Alfonso Tortora. Collegamento: http://cid-2c9e4c700db2ca3e.skydrive.live.com/self.aspx/Pubblica/Presentazione%20Progetto%20^4La%20Giovane%20Fenice^4.ppt

Sant’Egidio del Monte Albino: quale lo stato dell’arte?


30 aprile 2010 – Sant’Egidio del Monte Albino(SA)_di Domenico Cascone. Il primo maggio: in tanti lo aspettano, per i più svariati motivi. E non solo i lavoratori in cerca di rivendicazioni per i propri diritti a Rosarno, o i giovani a Roma. Anzi. Molto più spesso negli ultimi anni, quella Festa del Lavoro fa fremere soprattutto quei turisti in cerca di cibo culturale per le loro “pupille” gustative. Ed ecco apparire i promoter, agenzie di viaggi, avide guide turistiche con studiate operazioni di marketing turistico e territoriale, capaci di attrarre un gran numero di quelle curiose creature dalla voracità culturale e intellettuale. Almeno questa è la prassi in generale, e soprattutto nella vicina Costiera Amalfitana, che si prepara ad accogliere anche quest’anno un numero sempre crescente di increduli visitatori; i quali arrivano alle loro mete tanto agognate con potenti autobus GranTurismo, trapassando la zona del Comune di Sant’Egidio del Monte Albino, soprattutto quella vicina al Centro Storico. Appunto, il territorio santegidiano: un Comune di circa 8.000 persone alle pendici dei Monti Lattari, situato a nord della provincia di Salerno. Comune UNESCO dal 1997 e facente parte dei 14 comuni della Costiera Amalfitana alla voce “segni particolari” di una fantomatica carta d’identità. Eppure, una zona alle porte della Divina Costiera (e non solo di passaggio, ndr) in cui probabilmente c’è ancora molto lavoro da fare, soprattutto per l’Arte, la Cultura e il turismo che ne derivano. A tal proposito, sempre alla voce “segni particolari”, rientrano anche alcuni monumenti che l’incuria del tempo e l’umana indifferenza hanno usurato. Non encomiabile, per l’appunto, è il caso della fonte di epoca augustea (I sec. a.C.), la cosiddetta “Fontana Helvius”, dal nome del suo antico committente. Posto in Piazza G.B.Ferrajoli, accanto all’Abbazia Santa Maria Maddalena in Armillis, il monumento è ad oggi privo di un’adeguata recinzione, ovvero una minima protezione, che servirebbe a preservarlo nel tempo e nello spazio. Uno spazio che risulta, però, sempre più privo di adeguata pulizia, e non più degno della vetustà di una tale tradizione. Da annotare anche il fatto che purtroppo l’antica Fontana è spesso bersaglio anche di atti vandalici da parte di incoscienti e irrispettosi ragazzini che si cimentano in questo o in quel folle gesto calcistico, credendo l’ormai vecchio blocco di marmo soltanto una rete da stadio. Magari fosse l’unica nota dolente del borgo pedemontano! Peggiore, infatti, risulta lo stato di quella stele funeraria ubicata, qualcuno sosteneva “pro tempore”, all’aperto nell’attuale Parco dell’Arte in via Raffaele Falcone, a pochi passi dall’abitato Centro Storico, aperto tutti i giorni al pubblico: la Pomponiae Tyche. Tale cippo del periodo adianeo (I sec. d.C.) fu rinvenuto soltanto nel 1854 in un fondo della famiglia Ferrajoli della Fontana. E ciò che la Terra era riuscita facilmente a preservare, da un secolo e mezzo è inevitabilmente nelle mani dell’Uomo. Mani talvota pericolose, se si pensano ad alcuni segni di graffiti eseguiti tempo fa chissà da quale balordo su uno dei quattro lati della stele. A conferma del suo prolungato Fato infausto, d’altronde, essa fu posta su una comune piattaforma di legno sollevabile per mezzo di carrelli elevatori a forchetta: insomma un volgare pallet, che esposto continuamente alle intemperie non fa altro che usurarsi, mettendo in pericolo di caduta lo stesso blocco marmoreo. Quale allora la fama di un Parco inaugurato soltanto l’11 aprile 2008 che in primis non rispetta il suo nome e, tanto meno, i termini di qualità e lo stato della “sua” arte? E, a tal proposito, quale ancora l’esito di un simile scempio? L’obiettivo è sempre la stessa epica cantilena: favorire la Cultura e il Turismo del borgo rivalutando i suoi storici monumenti. Non si può non essere d’accordo, certo! Ma la soluzione sarebbe prima di tutto da ricercare su tavoli d’incontro, in un proficuo confronto tra Comitati tecnici e Amministrazioni comunali, tra Enti turistici locali e Soprintendenze per i Beni Archeologici territoriali, al di là dei pluralismi, dei fatalismi (meridionali, ndr), di qualunquismi e opinioni personali, di polemiche costruite a tavolino, di discorsi da bar, di voci di corridoio, al di là di appartenenze a vecchie e nuove classi dirigenti santegidiane, sempre in un clima di trasparenza, cittadinanza attiva e democrazia partecipata.

Una serata al Borgo, una serata tra amici.


07 agosto 2009 – Sant’Egidio del Monte Albino(SA)_di Domenico Cascone. C’è chi insegna che dalle parole ai fatti sia sempre difficile passare;chi sostiene, con rima baciata, che vi sia di mezzo qualche mare; chi ancora, più cinico che preoccupato, addirittura non crede ai tanti detti proverbiali di uso comune; chi, infine, resta scettico alle iniziative della propria città, pur sentendone parlare.
Così, ripresa dal caldo di mezza estate, la IV Edizione di “Percorsi Culturali” ha offerto un “Country Party”, una festa di campagna, lo scorso 25 luglio 2009. Organizzato dalla Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino(SA), dall’ABBAC(Associazione Bed&Breakfast e Affittacamere della Campania), in collaborazione con il Motoclub di San Lorenzo di Sant’Egidio del Monte Albino “I Solidali”, grazie anche al Patrocinio del Comune, l’evento ha non solo incuriosito la popolazione autoctona, ma ha attirato anche tanti turisti partenopei e dell’Agro Nocerino Sarnese. Numerosi per l’occasione, questi ultimi si sono recati, prima di tutto, ai monumenti, alle Chiese, agli antichi e nobili Palazzi, e, a fine serata, presso la fresca piazza principale del capoluogo santegidiano per godere di uno spettacolo teatrale con lettura di poesie in vernacolo, nonchè assaporare i prodotti tipici locali. Gratuitamente, si intende. La serata al Borgo di Sant’Egidio del Monte Albino, infatti, ha riscosso i risultati che cercava, e non solo per un paio d’ore. L’obiettivo cercato era quello di attirare l’attenzione di un pubblico sempre più attento ai loci particolari appartenenti alla Storia locale del territorio, sempre più colto in materia di rappresentazioni teatrali, sempre più elitario e alla ricerca del gusto raffinato offerto dalle varie pietanze. Informati, esigenti, da turisti a spettatori, insomma, e tutto in una sola sera. In tale occasione, “la Pro Loco non ha fatto altro che confermare e mettere in atto ciò che il convegno, tenuto qualche mese prima per l’inaugurazione dei nuovi locali per la Pro Loco, ha chiaramente deliberato alla presenza del Primo Cittadino Nunzio Carpentieri, dell’Assessore Comunale allo Sviluppo del Territorio dott. Francesco Marrazzo, e del pubblico presente” – ha sostenuto la neo Presidente della Pro Loco Angelina De Rosa, felice del country party svoltosi nella sua città. D’altronde, “il successo è stato garantito sia dalla coerenza del lavoro svolto dai soci della Pro Loco, che da un atto di coesione e di coordinamento tra le tre associazioni locali per la riuscita dell’evento” – ha confermato Domenico Cascone, attuale Responsabile della Comunicazione per la Pro Loco. Il coordinamento dell’intero evento, per l’appunto, organizzato sia dal dott. Agostino Ingenito che da Angelina De Rosa, ha reso piacevole una serata all’insegna prima delle visite guidate da parte di selezionate guide turistiche, poi dello spettacolo in piazza, infine della degustazione dei prodotti tipici del posto. E, all’infondato timore del primo quarto d’ora per l’assenza dei primi turisti, si sono sostituiti i brindisi finali e l’ilarità dei numerosi ivi presentatisi, venuti per saggiare un piatto nuovo, per visitare antichi monumenti, per ritrovare i bei valori della convivialità e dell’amicizia, ovvero per partecipare ad una festa popolare proprio come la intendeva il mito di Furio Jesi appena cinquanta anni fa, mito sempre presente, anche in un mondo tecnicizzato e razionalista come il nostro.

L’inaugurazione della nuova sede della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino, un mese fa.


26 luglio 2009 – Sant’Egidio del Monte Albino(SA)_di Domenico Cascone. Avveniva il 28 giugno 2009 che un gruppo qualunque di persone inaugurava la nuova sede della Pro Loco di Sant’Egidio del Monte Albino(SA), in via Pulcinella, presso il Centro Polifunzionale dell’antico capoluogo. Una comitiva qualunque composta da soci, consiglieri e collaboratori esterni che, nel silenzio momentaneo dei media locali, celebrava, con la solennità del momento, una nuova struttura:uno studio per la vecchia Radio Monte Albino 99.500Mhz e nuovi uffici per portare avanti il lavoro, da ricordare puramente volontario, che l’Associazione santegidiana no-profit ha scritto finora sulla pagine della storia locale di un territorio continuamente da valorizzare e da premiare. Il convegno tenutosi alle 19.00 di quel giorno, un’ora prima della benedizione dei nuovi locali da parte di Padre Massimo, ha dato adito ad una sorta di dibattito davanti ad un pubblico numeroso, e ha sottolineato, nonchè approfondito, proprio questo tratto. Tavolo d’incontro alla presenza, infatti, delle istituzioni pubbliche, quali il primo Cittadino Nunzio Carpentieri e l’Assessore Comunale allo Sviluppo del Territorio dott. Francesco Marrazzo, la neo Presidente della Pro Loco Angelina De Rosa e il moderatore Domenico Cascone. Da sottolineare anche la presenza delle varie Associazioni locali sparse sul territorio, gradita presenza dell’evento, le quali sono tutte intervenute durante l’incontro. La scelta consapevole, prima di tutto da parte della Pro Loco santegidiana, di un coordinamento e di una coesione organizzativa, nonchè una sorta di integrazione da parte dell’Ente e le altre Associazioni presenti in loco, è stato il tema centrale, oltre che un’opinione comune del momento. “Per l’appunto, il territorio ha bisogno di queste associazioni volontarie che da un lato, grazie alla volontà dei suoi soci e dei suoi concittadini, rendono viva e partecipe l’intera cittadinanza, e dall’altro donano giusta linfa ad un flusso di turisti sempre in aumento nella nostra città, soprattutto negli ultimi anni: è un circolo virtuoso che speriamo non si interrompa” – ha sostenuto Domenico Cascone nella sua relazione iniziale, puntando il dito soprattutto a quel concetto che più gli sta a cuore di “cittadinanza attiva in rapporto ad una cooperazione sempre crescente”. Per cercare di comprenderne il successo che tutt’oggi hanno le iniziative della Pro Loco, bisognerebbe guardare ai risultati. In altri termini, non mire espansionistiche, ma la pretesa di una partecipazione pubblica e di una democrazia deliberativa-partecipativa, in continua sinergia con i Responsabili delle Organizzazioni autoctone con l’unico obiettivo di valorizzare, dal punto di vista turistico, i numerosi e (ancora) sconosciuti siti di Sant’Egidio del Monte Albino. Un punto in comune anche con il Sindaco Carpentieri che, attraverso il suo discorso, ha rimarcato l’importanza dell’esistenza di un Ente morale, prima che pubblico, quale la Pro Loco per la crescita sociale e culturale della città. Significati e sensi ripresi e ampliati, infine, anche dalla neo Presidente De Rosa. “Cosa è mancato per non essere riusciti ancora ad avere riconoscimenti istituzionali in quelle sedi dove meglio potrebbero far valere le proprie idee e le proprie proposte?” – ha esordito De Rosa durante la sua relazione finale – “Se abbiamo posto la domanda, proviamo a dare una risposta” – con lo sguardo al passato della Pro Loco, e una mano tesa al futuro del territorio. Si riporta il testo integrale della relazione tenuta in pubblico da Angelina De Rosa.
La Pro Loco e le Associazioni Locali
Idee e Proposte a confronto
per la Crescita Sociale e lo Sviluppo del Territorio
Relazione Introduttiva
Carissimi Soci ed amici,
Egr. Sig. Sindaco e Assessore,
carissimi presidenti delle Associazioni
Vi rivolgo il mio più cordiale e sentito ringraziamento per essere intervenuti a questo incontro e alla cerimonia che seguirà per inaugurare la nuova sede della Pro-Loco.
Passo subito alla relazione introduttiva di questo incontro – dibattito organizzato con lo scopo di praticare un primo timido tentativo di mettere insieme le Associazioni presenti in Sant’Egidio, per incominciare a interrogarci sul futuro ruolo delle stesse e, come recita il titolo dell’incontro, per iniziare a confrontarci, pur nelle diversità dei nostri fini e scopi statutari, sulle idee e sulle proposte che abbiamo per aumentare la crescita sociale e lo sviluppo del nostro paese.
Il mondo dell’associazionismo locale, nell’ultimo decennio, ha conosciuto momenti di forte attivismo, tanto nel campo culturale, quanto in quello della promozione del territorio e della socialità. In un paese come il nostro, distribuito lungo la direttiva nord-sud in tre distinte entità (quelle delle frazioni di Orta Loreto e San Lorenzo e del Capoluogo Sant’Egidio), le associazioni, pur arrancando tra mille difficoltà, hanno saputo offrire momenti di forte coinvolgimento della popolazione locale, attraverso attività e manifestazioni di varia natura, caratterizzate sempre da una forte partecipazione volontaria della gente del posto. Vorrei ricordare, a titolo di esempio, le manifestazioni della Pro Loco, come “I Cortili della Storia” e “Percorsi Culturali”, manifestazioni ad alta valenza culturale e di promozione del territorio, che hanno avuto l’indubbio merito di porre il problema del recupero del centro storico del comune e del suo rilancio in termini turistici. A queste vanno aggiunte altre attività che hanno caratterizzato la Pro-Loco nell’ultimo decennio, che vanno dalla pubblicazione di libri sulla storia locale a romanzi di autori locali, dalla pubblicazione della prima guida turistica del territorio, al recupero di beni artistici ed archeologici (la Bolla   Pontificia del 1543 conservata in abbazia e la fontana Helvius in p.zza Ferrajoli), dalla proposizione di spettacoli a tema alla formazione di una compagnia teatrale (ProLoco in scena) che, per la prima volta nella storia di questo paese, ha avuto l’onore e l’onere di rappresentare i suoi lavori in alcuni comuni della Provincia. Attività che hanno proiettato il nostro paese fuori dai confini strettamente territoriali, rilanciando la sua immagine all’interno del comprensorio dell’Agro – Nocerino. Contemporaneamente, queste stesse attività hanno anche restituito un forte senso di appartenenza alla comunità locale, attraverso l’appropriazione della conoscenza della propria storia e delle proprie radici che, in altri termini, rischiavano di perdersi nel caotico e vorticoso correre delle giovani generazioni verso valori ispirati, molto spesso, al facile consumismo e perfino al qualunquismo identificativo. Ma a queste vanno aggiunte, senza dubbio, le attività delle altre associazioni del territorio che, anche se ad un livello e con intenti diversi, hanno contribuito ad offrire momenti e spunti di forte socializzazione.
Vanno citate, quindi, sempre a titolo di esempio, le iniziative come “Arrivederci Estate”, curata dall’Azione Cattolica della Parrocchia di San Lorenzo e San Diodato Martiri e, attualmente, organizzata dall’oratorio A.N.S.P.I.;
le iniziative con i carri allegorici per il Carnevale dell’Associazione “La Vecchia Guardia” e la loro partecipazione alle manifestazioni per il carnevale in San Valentino Torio;
la rappresentazione della “Via Crucis” tra i cortili del Centro Storico organizzata dell’Associazione Cattolica della Parrocchia di S. Maria Maddalena e dalla Pro-Loco;
le iniziative del MotoClub “I Solidali” che hanno fatto affluire nel nostro paese diverse centinaia di appassionati di moto in varie occasioni;
ed in ultimo, ma non in ordine di importanza, l’iniziativa recente di un bollettino di informazione locale curato dal Forum dei Giovani di Sant’Egidio del Monte Albino.
Tuttavia, e questo è un interrogativo che rivolgo in primo luogo alla Pro-Loco, alle Associazioni ed al loro attivismo, importante, coinvolgente, socialmente rilevante, cosa è mancato per non essere riusciti ancora ad avere riconoscimenti istituzionali in quelle sedi dove meglio potrebbero far valere le proprie idee e le proprie proposte?
Se abbiamo posto la domanda, proviamo a dare una risposta.
In primo luogo, è mancata quella sinergia tra le varie associazioni che, seppur non necessaria per la riuscita delle iniziative, se esistente, avrebbe costituito un fattore fortemente aggregate tra le varie parti del territorio comunale.
In generale, questo fatto potrebbe trovare una spiegazione nella constatazione che le forti spinte particolaristiche, legate al senso di appartenenza a quella parte di territorio dove si vive e si opera, hanno impedito la nascita di momenti di incontro tra le varie associazioni, che, nel lungo termine, avrebbero potuto costituire le basi per operare in più stretta relazione o, per dirla più elegantemente, in più stretta sinergia.
In secondo luogo, è mancata un’azione di coordinamento tra le varie associazioni locali.
Questi due fattori, o se si preferisce queste due cause, hanno avuto, essenzialmente, queste conseguenze:
1- hanno impedito un cammino più unitario tra le varie associazioni e una direttrice più coerente con le reali necessità del territorio;
2- hanno sottratto potere “contrattuale” alle stesse associazioni nei  confronti delle controparti istituzionali;
3- hanno creato, come conseguenza più grave, un vuoto di rappresentatività.
Da oggi, però, è anche questo il senso di quest’incontro, dobbiamo porre le basi per inaugurare un’azione più coordinata e partecipata e, come da un anno a questa parte, una nuova stagione, non solo nei rapporti tra associazioni, ma anche per quel che riguarda il rapporto tra le associazioni locali e organi istituzionali.
Una nuova stagione che, nell’immediato, ci porta a registrare un atteggiamento molto più aperto nei confronti del nostro attivismo da parte del nuovo Sindaco e della sua Giunta. In pratica, questo nuovo atteggiamento si è sostanziato in un maggior riconoscimento del ruolo dell’associazionismo locale ed, in particolare, della Pro-Loco, ed in un aiuto più concreto, sia finanziario che logistico, di cui abbiamo beneficiato recentemente. Tuttavia, siamo ancora ben lontani da quell’auspicabile coinvolgimento in quelle attività a cui sopra si faceva riferimento, sia amministrative che di progettualità generale, che aumenterebbero le possibilità di crescita di una classe dirigente locale formata, informata e competente. Molte sono ancora le resistenze che si registrano, infatti, e che, probabilmente, spiegano la mancata adozione di quegli strumenti di partecipazione delle libere forme associative ai processi amministrativi  previsti dal nostro statuto comunale, dalla legge e da accordi tra organi di rappresentanza, sia dei comuni che delle associazioni. Mi riferisco, in tal senso, alla previsione dal nostro statuto di poter dar vita alla “Consulta delle Associazioni”, il cui regolamento, sebbene approvato nel 2001, non è stato reso mai operativo. Inoltre, per quel che riguarda la  Pro Loco, sarebbe importante accogliere e, pertanto, rendere operativo il protocollo del 5 luglio 2003, sottoscritto dall’ANCI (Associazione dei comuni d’Italia) e dall’UNPLI (Unione delle Pro-Loco d’Italia), che prevede la possibilità di inserire rappresentanze delle Pro-Loco negli organi consultivi comunali, con tutte le conseguenze positive, a mio parere, che ne potrebbero derivare. L’attuazione dei summenzionati strumenti, che per loro natura sono il mezzo attraverso cui le libere forme associative possono trovare coinvolgimento nei processi decisionali, sarebbe non solo il modo per sottrarre alla congiuntura e alle simpatie o antipatie del momento i rapporti tra istituzioni ed associazioni, ma rappresenterebbe anche la modalità per un diretto coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni in quelle fasi che contraddistinguono la cosiddetta “democrazia partecipata” e da cui, molto spesso, possono dipendere lo sviluppo economico, sociale e civile del nostro paese.
Potrebbe essere un modo, in altri termini, per creare quella sinergia tra associazioni e tra queste e gli organi istituzionali. Inoltre, e questo costituisce un sincero auspicio, forse potrebbero essere questi gli strumenti per favorire  il necessario coordinamento tra le forme più vive ed operative di Sant’Egidio e per creare quelle occasioni di incontro e socializzazione che possono attenuare le differenze, purtroppo ancora esistenti, tra le varie parti del nostro comune. Da parte nostra, per rafforzare quanto appena detto, vi anticipo che, da qui a qualche mese, grazie ad un finanziamento ricevuto dalla regione Campania per interessamento dell’On . Nocera e ad un progetto ad hoc presentato dal Dott. Alfonso Tortora, ci doteremo di una serie di attrezzature che, sulla presentazione di adeguati progetti, intendo mettere a disposizione anche delle altre Associazioni e dei giovani del nostro paese. Così come penso possa diventare un punto di riferimento per l’associazionismo locale questa struttura polivalente, assegnata già dalla precedente amministrazione ad alcune associazioni, e che la Pro-Loco intende rendere funzionale per incontri e sviluppo di progetti di interesse generale. Se questi, tuttavia, possono essere i suggerimenti o le idee per aumentare, nel breve periodo, la crescita sociale nel nostro paese e le occasioni di confronto tra il mondo dell’associazionismo locale, sul piano della crescita economica e delle possibilità di sviluppo del territorio, pur non competendo direttamente a noi azioni in tal senso, credo che alcuni suggerimenti, ormai cari all’azione della Pro-Loco nell’ultimo decennio, vadano ripresi, sviluppati e resi operativi in quell’auspicabile rapporto sinergico tra Associazioni e istituzioni locali. Mi riferisco, in tal senso, alla necessità, nonché alla opportunità per il nostro paese, di ottenere per il centro storico di Sant’Egidio del Monte Albino il riconoscimento regionale di “Centro Storico di particolare pregio”. Così come sarebbe importante l’adesione al “Club dei borghi più belli d’Italia”, promosso dall’Associazione dei Comuni d’Italia. Queste due prime azioni, che possiamo definire di marketing territoriale, non solo costituirebbero requisito d’eccellenza in caso di finanziamenti previsti da avvisi o bandi regionali, ma, grazie alla sottoscrizione dei relativi disciplinari, “costringerebbero” tutti (parte pubblica e privati) ad una continua opera di monitoraggio del Centro Storico, in modo da mantenere adeguati standards di qualità edilizia ed urbanistica. In tal senso, sarebbe il caso di riprendere il documento di intenti sottoscritto il 5 luglio del 2004 tra la Provincia, il Comune, il Patto Territoriale, Agro Invest e le Soprintendenze e promosso dalla Pro-Loco, che prevedeva azioni per la valorizzazione e il recupero del Centro Storico. Si intuisce bene come queste azioni, sulle quali la Pro-Loco è pronta a fare la sua parte, direttamente andrebbero ad incidere sul processo di valorizzazione e recupero del nostro territorio con tutte le possibilità di sviluppo ad esse connesse. Sulla scorta di questo discorso, mi sembra opportuno rimarcare il forte ruolo esercitato dalla Pro-Loco negli ultimi anni e che, nell’immediato, continuerà con una serie di iniziative dall’elevato contenuto culturale. Da qui a qualche mese, infatti, grazie ad un contributo regionale ricevuto sempre per interessamento dell’On. Nocera, ristamperemo, con la cura dell’ing. Salvatore Silvestri, i libri sulla storia del nostro paese, mentre grazie a tre distinti progetti che sta curando il Dott. Alfonso Tortora, mio predecessore, ristamperemo, anche in lingua inglese, la guida turistica del nostro paese, forniremo l’abbazia di didascalie illustrative, nonché di una planimetria generale del monumento, con notizie storiche sulla chiesa e le sue opere d’arte e realizzeremo ben quattordici pannelli illustrativi con notizie sui palazzi e cortili del centro storico e sulle chiese del territorio comunale.
Tuttavia, al di là di quelle che possono essere le azioni attraverso cui possiamo incidere direttamente sulle politiche di sviluppo del territorio e che afferiscono alle nostre attività statutarie, credo, altresì, che il mondo dell’associazionismo locale si dovrebbe contraddistinguere anche per la sua azione propositiva che riuscirà ad esercitare per il futuro. Sulla scorta di questa premessa, nell’attesa dell’approvazione del PUC, cioè del Piano Urbanistico Comunale, da cui dipendono molte delle azioni per lo sviluppo del territorio, approfitto dell’occasione e dell’illustre presenza di tre nostri rappresentanti amministrativi per ribadire almeno altri due concetti:
in primo luogo, proprio nella fase di redazione del PUC, sarà necessario adottare un programma strategico complessivo per il recupero e la riqualificazione del patrimonio storico – urbanistico locale. Tanto è possibile sulla scorta delle legge della regione Campania n° 26 del 2002 che prevede, tra le altre cose, il cosiddetto “Programma di Valorizzazione” per i comuni della regione;
in secondo luogo, bisogna concretizzare un insieme di azioni per favorire, anche con il coinvolgimento di operatori privati (imprenditori, gruppi di interesse, ecc.), il rilancio del commercio e delle economia locale.
A titolo di esempio, sarà importante operare una completa valorizzazione anche dei nostri prodotti locali, sulla scorta di quanto già proposto dalla Pro-Loco nel 2005 con il regolamento De.C.O., cioè la denominazione di origine comunale per i prodotti locali.
In generale, anche con il coinvolgimento di operatori extra comunali e penso all’ABBAC, approfittando quindi della presenza del Dr. Ingenito, sarà fondamentale lavorare ad un piano di marketing che concretizzi una serie di azioni per il rilancio del territorio.
Molte di queste proposte portano a pensare ad un’azione concentrata essenzialmente su una parte del territorio ed, in particolare, sul Capoluogo. In realtà, lo sviluppo del territorio, attraverso il suo rilancio turistico, avrebbe degli “effetti a caduta” di cui beneficerebbe tutto il territorio comunale e non solo una parte di esso. In ogni caso, l’adozione dei cosiddetti Programmi integrati di riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale, previsti dalla legge della regione Campania n°3 del 19 febbraio 1996, potrebbero riguardare  tutte quelle parti del territorio comunale interessati da guasti urbanistici e non solo, quindi, questo o quel contesto territoriale. Ma tutto ciò potrebbe essere materia da affrontare proprio in sede di Consulta delle Associazioni o in altre sedi a cui prima si faceva riferimento.
Per il momento, e mi avvio alla conclusione, nella speranza di incontri sempre più fitti e collaborativi tra tutte le associazioni, confidando, altresì, in un impegno sempre più fattivo di tutti noi nell’interesse della comunità locale,  Vi invito a confrontarci e a dibattere su questi primi spunti e Vi ringrazio per l’attenzione dedicatami.
Il Presidente della Pro Loco
Angelina De Rosa
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